Il bonus fotovoltaico per il 2026 consente di installare un impianto solare e sistemi di accumulo beneficiando di decurtazioni fiscali. c’è una detrazione IRPEF del 50% per l’abitazione principale e del 36% per le seconde case. Entrambe le aliquote sono calcolate su un tetto massimo di spesa di 96.000 euro. La norma definisce i criteri d’accesso fondamentali per usufruire del sostegno statale.
per l’accesso agli incentivi si richiede un rigoroso rispetto dell’iter amministrativo. Il percorso inizia con il deposito della domanda allo sportello unico del Comune di residenza, a cui poi seguono i pagamenti esclusivamente tramite ‘bonifico parlante’, riportando i riferimenti normativi e i codici fiscali delle parti coinvolte.
La procedura si completa dopo il collaudo dell’impianto, con l’obbligo di trasmettere la scheda tecnica all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori, pena la perdita del diritto all’agevolazione.
per garantire l’accesso alle fonti rinnovabili anche alle fasce sociali con disponibilità economiche modeste, c’è il fondo nazionale del gestore dei servizi energetici. Questo strumento consente l’installazione degli impianti domestici a costo zero per il beneficiario, coprendo interamente le spese di fornitura e posa in opera.
I criteri di ammissibilità per accedere alle tutele del bonus fotovoltaico nel 2026 tramite ISEE si basano rigorosamente sulla situazione economica del nucleo familiare, che stabilisce:
- la soglia di accesso ordinaria fissata a un massimo di 15.000 euro;
- l’innalzamento del limite fino a 30.000 euro per le famiglie aventi almeno quattro figli a carico;
- l’impiego di impianti dotati di una potenza nominale rigorosamente non superiore ai 6 kW;
- la collocazione esclusiva dei moduli solari sulle coperture delle residenze anagrafiche dei richiedenti;